"E' vero che il talco potrebbe essere pericoloso solo se usato impropriamente e se inalato in grande quantità e per lungo periodo?"
VERO. Ci vogliono grandi quantità, inalate per lungo periodo, per creare dei veri danni al polmone del bambino. Anche con le più fini strumentazioni, quali quelle che si trovano nei principali centri di pneumologia pediatrica d'Italia, è facile identificare un bambino con asma allergica, ma è difficile distinguere un bambino che ha respirato un'aria inquinata da sostanze inorganiche, perché i danni sono molto minori.
Per tornare al talco, c'è stato chi ha voluto vedere nell'animale da esperimento quanto bisognasse inalarne per creare dei danni al polmone. Ebbene ci vogliono 6-18 mg/m3 inalati notte e giorno per 2 anni per poter superare la dose massima tollerata dall'animale(2). Per intenderci, questo corrisponde una concentrazione di talco tale da creare una nebbia che riduce la visibilità a poco più di un metro.
Se esiste qualche preoccupazioni a volte ventilata sull'uso del talco, fa pensare che qualcuno lo abbia confuso con un inquinante ambientale. Tutti noi, insieme con l'aria, respiriamo un particolato atmosferico, ed i bimbi non fanno eccezione. Si tratta di una miscela di particelle sospese, di dimensioni variabili e di regola invisibili. Quelle sopra i 2,5 micron di diametro vengono inalate, ma le prime vie respiratorie (naso, cavo orale e laringe) sono in grado di filtrarle non consentendone la "discesa" nelle vie respiratorie inferiori. Solo il particolato fine, costituito da particelle con diametro inferiore ai 2,5 micron, può raggiungere le vie respiratorie inferiori, ed effettivamente le raggiunge nel bambino piccolo(1). In questo range sono compresi alcuni pollini, gli allergeni della polvere e dei peli animali e le spore delle muffe; raggiungendo i polmoni, queste sostanze possono dare allergie. Altre sostanze inalate non danno allergie ma esercitano azioni biologiche pesanti. Pensate per esempio al benzene, alle particelle di fumo di sigaretta, e soprattutto ai virus: questi ultimi fanno della loro "inalabilità" il cavallo di Troia per penetrare nell'organismo. Come mai una piccola quantità di queste sostanze può fare danni così rilevanti? Perché sono sostanze biologiche, costituite cioè da molecole organiche. Ciò conferisce loro la capacità di esercitare direttamente un'azione nociva o di determinare una reazione dell'organismo, mediata da anticorpi, che per sua natura è moltiplicativa. Nessuna delle sostanze inorganiche, come i gas nocivi (anidride solforosa, biossido di azoto, ozono) e le polveri di cui parliamo, è in grado di determinare reazioni anticorpali. Il loro possibile danno è solo l'infiammazione e contro di esse non si sviluppa alcuna reazione immunologica.
Ecco perchè non si è mai dato il caso di un bambino che abbia sofferto danni per il normale uso del talco; la nuvoletta di borotalco continuerà a restare sinonimo di fresco benessere, così come la nuvoletta del gesso cancellato dalla lavagna, ben più densa, continua ad accompagnare i nostri bimbi nei primi passi del loro apprendimento. C'è mai qualcuno che ha voluto contestare i gessetti?
(1) Asgharian B, Monache MG, Miller FJ. Modeling age-related particle deposition in humans. J Aerosol Med. 2004;17:213-224.
(2) Oberdoster G. The NTP talc inhalation study: a critical appraisal focused on lung particle overload. Regul Toxicol Pharmacol. 1995;21:233-241